Museo Henraux Museo Henraux

Il museo Henraux

Nei programmi a medio-lungo termine della Fondazione Henraux rientra l’istituzione e l’allestimento di un museo d’impresa, con lo scopo di documentare e illustrare con l’ausilio dei più moderni strumenti museografici e con criteri didattici la lunga e complessa storia dell’azienda, dalla sua costituzione nel 1821 ai giorni nostri, attraverso le vicende societarie, l’acquisizione di vasti agri marmiferi, le qualità dei marmi estratti, lavorati e commercializzati, le trasformazioni tecnologiche sia alle cave che nei laboratori, le grandi opere realizzate in Italia e all’estero nell’arco di quasi due secoli.

Un settore importante del museo documenterà la straordinaria esperienza di Erminio Cidonio, amministratore unico dell’Henraux per circa un ventennio, dagli anni cinquanta ai primi anni settanta del Novecento, che favorì la nascita presso l’azienda a Querceta di un polo internazionale della scultura, ed esporrà la collezione di sculture in marmo e bozzetti di proprietà dell’azienda.

Nel 1956 era venuto per la prima volta a Querceta lo sculto ore inglese Henry Moore, che doveva realizzare in travertino una sua scultura di grandi dimensioni. Fu allora che l’Henraux, grazie alle lungimiranti intuizioni di Cidonio, decise di impegnarsi anche in un campo fino allora affatto sconosciuto in Versilia, quello della statuaria non figurativa, avviando con l’artista una stretta collaborazione che in breve tempo fece di Querceta il polo mondiale della scultura contemporanea.

Si apriva così, con la realizzazione nel 1959 della monumentale opera di Moore, Reclining figure,  destinata alla sede dell’Unesco a Parigi, un periodo straordinario per la storia dell’azienda, con la creazione di quel centro internazionale di scultura che vide la presenza negli stabilimenti Henraux dei maestri più noti e celebrati in ambito mondiale come lo stesso Moore, Jean Hans Arp, Henri Georges Adam, Emile Gilioli, Georges Vantongerloo, Pablo Serrano, Juan Mirò, Alicia Penalba, Francois Stahly, Costantino Nivola, Isamu Noguchi, Maria Papa, Pietro Cascella, Giò Pomodoro e molti altri ancora, le cui opere sarebbero dovute confluire nel Museo Henraux di scultura contemporanea.

Il progetto non giunse mai a compimento per mutate strategie aziendali, ma contribuì ad un deciso rilancio del marmo e alla valorizzazione dell’azienda, e consentì la formazione di una importante raccolta di opere di scultori contemporanei. Inoltre, l’esperienza voluta da Cidonio e sostenuta nel corso degli anni sessanta dal critico Giuseppe Marchiori e dallo storico dell’arte Pier Carlo Santini, anche attraverso la pubblicazione della rivista “Marmo”, originò in Versilia – grazie alle capacità professionali e alla sensibilità degli artigiani formati all’Henraux – quegli studi di scultura che ancora oggi affiancano gli artisti di ogni parte del mondo nella realizzazione delle loro opere.

La collezione di sculture dell’Henraux.

Le opere di scultura raccolte nella collezione Henraux sono state acquisite durante gli anni d’oro della gestione di Erminio Cidonio. La collezione comprendeva anche una serie di opere di maestri contemporanei, di grande e medio formato, esposte nel 1972 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, che una volta conclusa l’esperienza di Cidonio, furono rielevate dalla Banca Commerciale Italiana proprietaria dell’azienda. Nei disegni di Cidonio c’era la costituzione a Querceta di un importante museo di scultura contemporanea, alla cui progettazione era stato preposto lo scultore Isamu Nuguchi che operava abitualmente nel laboratorio Henraux.

L’attuale collezione comprende opere di Georges Vantongerloo, Antoine Poncet, Francois Stahly, Hans Jean Arp, Joan Mirò, Henry Moore, Nino Cassani, Luigi Mormorelli, Gianetto Salotti, Maria Papa, e di numerosi altri autori.

La collezione è destinata ad arricchirsi nel corso dei prossimi anni, sia per la presenza in Henraux, nel ricostituito atelier di scultura, di maestri contemporanei come Tony Creigg, Giovanni Maria Manganelli, Renzo Maggi, Rinaldo Bigi, di giovani scultori di talento come Giovanni Balderi, sia per le acquisizioni che deriveranno dal Premio Internazionale di Scultura Henraux, intitolato a Erminio Cidonio, che avrà carattere biennale e sarà riservato a giovani scultori (under 40). La prima edizione del premio si terrà nell’estate 2012.

Nuove acquisizioni

L’attenzione che Paolo Carli, Amministratore Delegato dell’Henraux S.p.A. e Presidente della Fondazione Henraux, sta dedicando da alcuni anni alla scultura con la riattivazione del settore della lavorazione artistica, ha consentito di acquisire le seguenti opere attualmente esposte nei locali di rappresentanza e negli uffici dell’Henraux:    

  •  “Venere”, di Giovanni Balderi, marmo statuario
  • “Generazione II cubetto” di Park Eun Sun, marmo grigio e nero
  • “La tuffatrice” di Giovanni Maria Manganelli, marmo
  • “Anfitrite” di Renzo Maggi, marmo statuario