Henraux Henraux

La Storia

L’Henraux è nata prima dell’Ansaldo (1853), della Pirelli (1872), della Fiat (1899).

Il 20 gennaio 1821, con contratto rogato dal notaio Frullani, veniva infatti costituita la società in partecipazione Borrini-Henraux per lo sfruttamento degli agri marmiferi del Monte Altissimo. Ancora oggi l’azienda porta il nome di uno dei suoi primi fondatori: Jean Baptiste Alexandre Henraux, originario di Sedan in Francia dove nacque nel 1775 da Giovanni Battista e da Caterina Jacquillon; ex ufficiale napoleonico, negoziante in Parigi, operava a Carrara in qualità di “Soprintendente Regio alla scelta ed acquisto dei marmi bianchi e statuario di Carrara per i monumenti pubblici di Francia”.

L’altro socio era Marco Borrini, che apparteneva a un’agiata famiglia di origine ligure da lungo tempo residente a Seravezza, uomo colto, ben introdotto a Firenze presso la corte granducale; fu gonfaloniere di Seravezza e nel 1836 ottenne la Decorazione del Merito Industriale di Prima Classe, quale “promotore della escavazione dei marmi di Monte Altissimo”. Tra i due soci fondatori, fu senz’altro quello che ebbe meno fortuna, dissipando nel volgere di pochi decenni un cospicuo patrimonio, tanto da essere costretto a cedere progressivamente all’Henraux tutte le sue proprietà. Morì povero nel 1876, all’età di 89 anni, quasi ignorato da tutti. Eppure era stato lui a intuire per primo le possibilità di sviluppo dell’industria del marmo in Versilia e a riscoprire le ricchezze minerarie del Monte Altissimo.

Jean Baptiste Alexandre Henraux si dimostrò, al contrario, abile negli affari e seppe gestire l’azienda con grande professionalità. Nel settembre 1839 nominava suo erede universale il nipote Jean Bernard Sancholle, che aggiunse al proprio cognome quello dello zio. Alexandre Henraux il 26 aprile 1843 moriva tra “…l’universale compianto dei versiliesi per non dire degl’Italiani”, come annotava il Barbacciani Fedeli . Bernardo,  appena giunto da Parigi, costituì una Società in accomandita sotto la ragione “Bernardo Sancholle Henraux & C.”, con il sostegno del finanziere francese conte Henry De Sercy.

Nel 1846 la società fu trasformata in anonima e assunse la denominazione “Società del Monte Altissimo”. In quegli anni l’azienda era impegnata in prestigiose commesse, come la fornitura di ingenti quantità di marmo per la cattedrale di Sant’Isacco a San Pietroburgo. Bernardo riuscì a superare i momenti difficili e le vicende tormentate della società, caratterizzate da annose liti giudiziarie, e alla fine divenne unico proprietario dell’azienda, delle numerose cave aperte un po’ dovunque in alta Versilia e di tutto il Monte Altissimo, dove Michelangelo aveva scoperto nel 1517 vasti giacimenti di marmo statuario e dove Cosimo I Medici dette avvio alle escavazioni nel 1568.
 
Con la decadenza della dinastia medicea, le cave di Monte Altissimo vennero abbandonate per oltre un secolo, e solo intorno al 1820 Marco Borrini pensò di riattivarle, dopo aver acquistato dalla Comunità di Seravezza una vasta porzione del monte sul versante meridionale (dove i Medici avevano avviato l’escavazione) ed aver chiesto e ottenuto un prestito dal governo granducale per il restauro della strada cosimina.

La società gestita da Bernardo Sancholle Henraux prosperò: le innovazioni tecnologiche introdotte nell’escavazione e in particolare nella lavorazione del marmo, consentirono un considerevole aumento della produzione e dell’occupazione. I risultati delle nuove tecnologie furono presentati con successo dallo stesso Henraux all’Esposizione di Firenze del 1861 e a quella di Parigi del 1866.

Alla scomparsa di Bernardo, nel 1881, subentrarono nella guida dell’azienda il figlio Roger e la figlia Marguerite, sposata a Lucien Delatre. Venne allora fondata la “Heritiers S. Henraux”, società a gestione familiare, e fu acquistato un terzo della “Società d’Arni” che aveva attivato diverse cave nella valle d’Arni da poco raggiunta da una strada carrozzabile.
Roger moriva a Parigi il 17 giugno 1890. Subentrarono nella gestione della società i figli Lucien, Albert, Maxime e Jean Bernard, coadiuvati dalla zia Margherita e dal marito Lucien Delatre, che assunse la direzione. I due coniugi fondarono e mantennero a Seravezza un asilo infantile, che ancora oggi porta il loro nome, e sostennero finanziariamente la Scuola di Belle Arti di Seravezza.

Scomparso Lucien Delatre, la direzione dell’azienda passò a Jean Bernard Sancholle Henraux, che era nato a Chanceaux sur Choisille nel 1874.

Il successo della società “Les Héritiers S. Henraux” continuò senza soste fino alla grave recessione che precedette la prima guerra mondiale, favorito dall’intraprendenza dei suoi amministratori e dai miglioramenti tecnologici introdotti nelle segherie con i telai a distribuzione automatica e nelle cave con l’utilizzo del filo elicoidale e dei martelli pneumatici.
          
La società Henraux, guidata da Bernard che pubblicava nel 1908 un album fotografico contenente splendide immagini delle cave, dei depositi e degli stabilimenti dell’azienda  , mantenne una gestione di tipo familiare fino al 1921, quando il nuovo sviluppo del settore lapideo del dopoguerra indusse a trasformare l’azienda in società per azioni con l’apporto di nuovo capitale conferito dai belgi George Henroz e Matteo Van Roggen. Con una procura generale sottoscritta presso il notaio Charles Tollu in Parigi il 29 aprile 1921 Lucien, Albert, Maxime Sancholle Henraux affidavano a Bernard l’incarico di rappresentarli. La “Societá Anonima S. Henraux”, società per azioni, si costituiva il 23 maggio 1921 ai rogiti del notaio Luigi Foscarini in Milano.

Agli inizi degli anni Trenta i Sancholle Henraux uscirono dalla societá e l’azienda divenne di proprietà di un gruppo della banca “Société Générale de la Belgique”. La ragione sociale della “Società Anonima S. Henraux” venne sostituita, mediante deliberazione del 29 giugno 1936, con la denominazione “Società Marmifera Italiana Henraux” e nel 1940, per motivi connessi alla politica autarchica del regime, nuovamente modificata in “Società Marmifera Italiana”.

Nel 1945, dopo l’interruzione dell’attività causata dagli eventi bellici che investirono la Versilia sul fronte della Linea Gotica, l’azienda riportava la ragione sociale - con apposita norma statutaria - sotto la denominazione “Società Anonima S. Henraux”, società per azioni, con capitale italiano, diretta e gestita dai fratelli Cidonio.