Henraux Henraux

I laboratori


Il  primo laboratorio della Società Borrini Henraux, costituito da un ricovero per i cavatori e da una tettoia a uso segheria, si trovava alla cosidetta “casina del duca” alla confluenza del canale del Greppia con il torrente Versilia, dove giungevano i marmi estratti dalle cave della Polla e di Falcovaia. Successivamente una innovativa segheria, fornita di frulloni per la levigature delle lastre e delle marmette, fu impiantata a Seravezza, località La Fucina sulla riva destra del fiume Versilia. Quando si costituì nel 1845 la Società del Monte Altissimo,  presieduta da Bernardo Sancholle Henraux, la sede della società fu collocata in un palazzo a Seravezza, in via della Fucina, nelle vicinanze della segheria.

Con l’arrivo a Querceta della ferrovia, nel gennaio 1862, l’esportazione del marmo che fino ad allora avveniva esclusivamente per via di mare, cominciò ad essere effettuata in buona misura utilizzando la strada ferrata. Dopo la grande piena del 1885 che devastò Seravezza danneggiando gravemente la segheria della Società, che aveva nel frattempo assunto la denominazione Eredi Henraux, i laboratori e i depositi furono trasferiti a Querceta, in prossimità della stazione ferroviaria dove si trovano tutt’oggi. Nell’album fotografico pubblicato da J. Bernard Sancholle Henraux nel 1908, col titolo “Seravezza. Da Forte dei Marmi all’Altissimo e alla Val d’Arni”, con una serie di splendide immagini vengono mostrati i depositi di lastre, di blocchi di marmi bianchi chiari, brecce ecc. provenienti dalle diverse cave Henraux e di informi di marmo statuario, nonché la grande segheria e la palazzina ancora esistenti nell’odierno complesso industriale.

Lo stabilimento Henraux a Querceta ha in seguito ampliato le proprie strutture con la costruzione di nuovi capannoni industriali ad uso segheria, altri adibiti alla raffilatura e lucidature delle lastre, alla produzione di elementi architettonici tipo capitelli e colonne realizzate in un unico blocco di marmo (intorno al 1870 quelle destinate al teatro parigino dell’Opéra furono eseguite con marmi provenienti dalla cava del Rondone), alla lavorazione artistica specializzata nel mosaico, nell’intarsio e nella statuaria, che negli anni cinquanta del Novecento vedeva l’Henraux impegnata nella grandiosa opera di ricostruzione – con il metodo dell’anastilosi – dell’ abbazia di Montecassino rasa al suolo durante il secondo conflitto mondiale.

Macchine sempre più avanzate tecnologicamente, come quelle a controllo numerico, consentono alla Henraux S.p.A. di soddisfare qualunque tipo di esigenza di architetti e costruttori, fornendo marmi e graniti provenienti da vari paesi e lavorandoli avvalendosi della grande professionalità dei suoi tecnici e delle sue maestranze.