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Entra nel vivo la terza edizione del Premio Henraux, ecco i primi 19 progetti


Ecco i 19 artisti selezionati fra i 79 progetti giunti in Fondazione per la terza edizione del “Premio Internazionale di Scultura Fondazione Henraux in memoria di Erminio Cidonio”

Querceta di Seravezza (LU), 5 aprile 2016. Comunicato Stampa

Alla selezione per la Terza edizione del Premio Fondazione Henraux hanno partecipato numerosi artisti di tutto il mondo, sono pervenuti un cospicuo numero di progetti e tutti debitamente incentrati sulle tematiche richieste dal bando del concorso in memoria di Erminio Cidonio.
Complessivamente hanno partecipato 79 artisti, di cui 55 italiani, 6 cinesi, 2 inglesi, 2 tedesco, 2 francesi,  2 belgi, 1 canadese, 2 mongoli, 1 australiano,  1 albanese, 1 spagnolo, 1 polacco, 1 greco, 1 russo e 1 giapponese.
La commissione degli Accademici dell’Altissimo, riunitasi ieri presso la sede della Fondazione Henraux a Querceta e formata da: Giuseppina Panza di Biumo, collezionista; Franco Raggi, architetto e designer; Rosa Sandretto, collezionista e imprenditrice; Aldo Cibic, designer; Aldo Colonetti, direttore di Ottagono;  Francesco Morena, architetto; Marino Folin, architetto; Gilda Bojardi, direttore di Interni; Jean Blanchaert, collezionista; Daniele Lombardi, artista; Adriano Berengo, direttore della Fondazione Berengo; Marco Casamonti, architetto; ha selezionato i 19 progetti che saranno sottoposti al vaglio della Giuria.

Il prossimo 26 di aprile, la Giuria composta da: Paolo Carli, presidente di Fondazione Henraux, Philippe Daverio, presidente della Giuria, Mikayel Ohanjanyan, artista vincitore della seconda edizione del Premio; Gianluigi Colin, art director Corriere della Sera; Claudio Pescio, direttore di Art e Dossier; Aurelio Amendola, fotografo; Francesca Nicoli, direttrice di Studi Nicoli; Marva Griffin Wilshire, fondatrice e curatrice di SaloneSatellite; Mario Botta, architetto; Roberto Bernabò, direttore editoriale Gruppo Finegil, sceglierà i tre finalisti del III Premio Fondazione Henraux.
I progetti inviati dagli artisti, complessivamente, si sono rivelati tutti di qualità ed è stato un compito davvero impegnativo, per la Commissione, la scelta dei 19 nomi da proporre alla Giuria per l’esame finale e la scelta delle opere che verranno realizzate per la presente edizione del Premio. La votazione finale e lo scrutinio, a riprova dell’impegno e della trasparenza della Fondazione Henraux sulla selezione dei progetti, sono stati presieduti dal Notaio Marzio Villari, che ha steso un debito verbale sulla votazione.
Gli artisti selezionati che, da oggi, concorrono a tutti gli effetti all’assegnazione del Premio Fondazione Henraux in memoria di Erminio Cidonio sono: gli italiani Valerio Berruti, con Mythos; Omar Hassan, con Il pugno di Michelangelo; Giovanna Caliari, con Sintagmi; Alberto Gianfreda con Il Versilia; Daniele Guidugli, con Moby Dick; Marco La Rosa, con Dasein; Federico Pozuelo, con 360°; Laura Renna, con Ermione; Francesco Ricci, con D’uomo (interni e possibili soluzioni); Mog, con Scudo. Fra gli artisti internazionali sono passati alla prima selezione: l’inglese Mat Chivers, con Polyphonic (what you want to see); la tedesca Louisa Clement, Sketch; il belga Kim de Ruysscher, Il canotto; il francese Sylvestre Gauvrit, con #jesuiserminio3.0; il mongolo Zheng Lu, con Rock; il canadese David Perret, con Bridge of time; e i cinesi Kwangwoo Han, con Cono umano; Yang Tau, con Angle of angel shift-gold e Liwei Wang con Heart. Per ognuno di loro si tratta di progetti articolati fra le diverse realtà visive, e di un ampio raggio di proposte che stringono la contemporaneità, dal ready-made all’installazione ambientale e parietale, fino alla scultura statica nel senso più classico dell’opera da realizzarsi su supporto lapideo.

Il Presidente della Fondazione Henraux, Paolo Carli ringrazia tutti gli artisti che hanno partecipato al concorso, si complimenta con coloro che hanno passato il primo step della selezione e si complimenta, ugualmente, con coloro che non sono stati selezionati invitandoli a partecipare ancora alle edizioni future del Premio: “Lo scopo del Premio è di attrarre giovani artisti di talento e di promuovere la cultura del fare. Il nostro intento è di agire sul processo di trasformazione del marmo, di portare i giovani qui a scolpire il marmo, e la nostra mission è raggiunta dal momento in cui vedremo i nuovi finalisti al lavoro presso i nostri stabilimenti a confrontarsi con la più nobile delle materie lapidee, in bianco del Monte Altissimo. Sono, infine, significativamente grato agli Accademici che tanto impegno hanno destinato al Premio”.  

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